NOTE DI COLTIVAZIONE









LE SUCCULENTE

Le succulente, comunemente conosciute con la denominazione di "Piante grasse", sono piante caratterizzate da un ingrossamento delle parti sopra terra determinato dal loro stesso "succo", cioè dall’acqua che esse assorbono nella stagione piovosa e che poi utilizzano come riserva nei periodi di siccità che nel loro habitat naturale possono durare anche per più di un anno.


Innaffiatura e luce

E’ molto importante tenere presente che le piante grasse hanno due fasi di vita: una vegetativa ed una di riposo. La fase vegetativa per la maggior parte degli esemplari, corrisponde, nei climi temperati, a quella che va da marzo ad ottobre ed in natura coincide con la stagione delle piogge. Nel periodo vegetativo, quindi a partire da fine febbraio marzo, le piante vanno gradatamente esposte ai raggi del sole, anche l’acqua verrà data moderatamente, con un aumento graduale delle innaffiature fino a maggio quando si potrà innaffiare settimanalmente, in questo periodo avviene per la maggior parte delle specie la fioritura. Le piante vanno innaffiate di mattina presto o a tarda sera, per evitare bruciature, inoltre il terreno deve essersi disseccato perché i ristagni d’acqua e l’umidità (legati ad acqua in eccesso) possono provocare marciume. Nei mesi estivi e nelle ore più calde è meglio non esporre le piante alla luce diretta del sole. Ad agosto, a causa delle alte temperature le piante bloccano la loro crescita (riposo estivo). In questa fase è preferibile non innaffiarle ma nebulizzarle. Nel mese di settembre le piante riprenderanno lentamente la loro crescita, quindi riprendere le innaffiature settimanali. Verso la fine della stagione autunnale l’innaffiatura va ridotta fino ad essere sospesa d’inverno, per poi essere gradualmente ripresa all’inizio della primavera. Le piante tenute in appartamento, dove la temperatura è più alta, possono essere innaffiate moderatamente anche d’inverno.


Substrato

Le piante grasse necessitano di terreni ben drenati, per le piante in vaso il drenaggio si può favorire mettendo della ghiaia o dei cocci sul fondo del vaso. Per gli invasi, da effettuare all’inizio della primavera, prima che si sviluppino le gemme, si può utilizzare un terreno composto in parte da sabbia di fiume, in parte da pomice e in parte da terra da giardino.


Malattie

La malattia più comune è il marciume. I parassiti pericolosi sono: ragnetto rosso, cocciniglia, afidi, sciaridi, funghi, per i quali esistono prodotti specifici.


Ricorda

1) Le piante vanno sempre esposte in luoghi ben illuminati e ben ventilati.
2) Le piante grasse sono abituate in natura a sopportare anche lunghi periodi di siccità per cui non avere paura di lasciarle senza acqua d’inverno (generalmente da metà novembre agli inizi di marzo).
3) Attendi che il terreno si sia disseccato per innaffiare di nuovo.
4) Nel dubbio meglio non innaffiare, per evitare che le radici marciscano.
5) Il terreno deve essere ben drenato per evitare ristagni d’acqua.






CYCADS

Le cycads sono un gruppo di piante primitive in apparenza molto simili alle palme, si tratta di un ordine molto antico comparso circa 280 milioni di anni fa sulla terra, che ha raggiunto il punto massimo di evoluzione nell’era Mesozoica (circa 200 milioni di anni fa). Le cycads di oggi hanno molte somiglianze con le cicadi fossili del Paleozoico, da qui deriva la denominazione di “fossili viventi”, quest’ordine comprende le più antiche delle gymnosperme sopravvissute.


Classificazione

L’ordine delle Cycads comprende tre famiglie: le Cycadaceae, le Stangeriaceae, le Zamiaceae. La famiglia delle cycadaceae è composta da un solo genere: le Cycas; le Stangeriaceae comprendno i generi della Stangeria e Bowenia. La famiglia delle Zamiaceae è la più numerosa e comprende 8 generi (Dioon, Encephalartos, Zamia, Lepidozamia, Chigua, Macrozamia, Ceratozamia, Microcycas) e oltre 100 specie.

Diffusione

In origine le Cycads erano diffuse in tutto il mondo. Fossili sono stati rinvenuti in Alaska, Groenlandia, Siberia, Britannia, Antartico. Oggi queste piante si trovano nelle zone tropicali e subtropicali. Dioon, Zamia e Chigua provengono dalle Americhe; dall’Africa Encephalartos e Stangeria; in Australia sono diffuse Bowenia, Macrozamia e Lepidozamia. Il genere Cycas è diffuso in Australia, Asia, Oceano Indiano e Pacifico meridionale.


Coltivazione

Nella coltivazione di cycadaceae bisogna tenere presente cinque elementi fondamentali affinchè sia possibile ottenere buoni risultati:
1) La temperatura
2) Il drenaggio del terreno
3) La luce
4) L’acqua
5) I fertilizzanti.

1)La temperatura
La maggior parte di queste piante cresce in ambienti con clima tropicale e sub-tropicale, tuttavia, in coltivazione, esse si sviluppano bene anche in climi temperati. I danni maggiori sono causati a foglie, radici e fusto nei periodi freddi, in seguito ad esposizione prolungata. Anche il caldo eccessivo può provocare danni, l’alta tempratura unita all’umidità può causare bruciature alle foglie. Tuttavia la capacità di recupero delle C. è considerevole, in ogni caso, la temperatura ideale per ottenere una crescita rapida e continua dovrebbe oscillare tra i 27° C ed i 16° C nel corso dell’anno.

2)Il terreno
Fondamentale per una buona crescita è la presenza di terreni ben drenati e con una buona aerazione. I migliori suoli sono quelli con lapillo o pomice e sabbia. In sostituzione a questi si può usare l’agriperlite. Bisognerebbe evitare umidità costante e terreni inzuppati d’acqua. Ideali sono suoli neutri con PH = 7, ottimali per molte specie di C. Il terreno dovrebbe anche contenere sufficiente materiale organico per le sostanze nutrienti. Generalmente in aree con alte precipitazioni e forte umidità si dovrebbero usare substrati con un migliore drenaggio, al contrario in aree più simili al deserto è necessario usare terreni che trattengano meglio l’umidità.

3)La luce
La richiesta di luce è variabile per le C. Molte specie di Bowenia, Ceratozamia, Chigua, Lepidozamia, Macrozamia, Stangeria e Zamia richiedono condizione di mezza o piena ombra. Molte specie di Dioon, Encephalartos (tranne il villosus che vuole l’ombra) stanno meglio in pieno sole. Alcune specie amanti dell’ombra possono tollerare pieno sole al mattino ma non al pomeriggio quando le temperature sono più alte. Le piantine appena nate dovrebbero essere protette dall’esposizione al sole per almeno 5 anni, C. provenienti da aree calde e secche possono sopravvivere crescendo all’ombra di altre piante, per le specie forestali è necessaria un’ombra maggiore. Dopo i primi anni queste specie possono essere piantate in pieno sole, all’ inizio potrebbero bruciarsi alcune foglie ma le foglioline nuove si adatteranno alle nuove condizioni e non bruceranno.

4)L'acqua
L’acqua va somministrata periodicamente in quantità abbondanti per inzuppare il sistema di radici e mantenere l’umidità del terreno tra le innaffiature. Per la capacità di fusto e radici di immagazzinare acqua e nutrienti le C. sono state capaci di sopravvivere anche in ambienti secchi. Nel loro habitat molte specie ricevono piogge estive seguite da inverni secchi. Per le C. che vivono in ambiente mediterraneo, con piogge invernali, è meglio limitare l’innaffiatura nel periodo estivo. Le C. sembrano adattarsi bene alle piogge invernali se dispongono di terreni ben drenati e possono essere innaffiate durante i mesi estivi secchi. L’acqua migliore è quella piovana, povera di sali. In genere un alto contenuto di sali disciolti limita la capacità di assimilazione di sostanze nutrienti. Le C. provenienti da aree desertiche possono tollerare bene anche acque con alta percentuale di sali disciolti, mentre le specie provenienti da zone forestali piovose non li tollerano bene. E’ preferibile somministrare l’acqua al mattino presto o di sera, così da minimizzare le perdite d’acqua per evaporazione causate dal calore ma anche dal vento.

5)I fertilizzanti
Un buon programma di fertilizzazione è importante per una crescita veloce e per la buona salute delle piante. Esistono due tipi di fertilizzanti, quelli naturali o organici (generalmente vari tipi di concime animale come il letame) e fertilizzanti chimici o inorganici. I fertilizzanti inorganici devono contenere tre elementi che sono richiesti in gran quantità dalle piante in crescita: azoto, fosforo e potassio, noti come “macronutrienti”. Altri elementi richiesti in minore quantità sono i cosiddetti “micronutrienti” come ferro, manganese e rame. I fertilizzanti chimici possono essere applicati dissolvendoli in acqua o iniettando il concentrato nel sistema di innaffiatura automatica. Bisogna tenere presente che questi sono sali solubili che in quantità eccessiva, combinati con acqua, possono causare problemi, è necessario perciò attenersi ai consigli dei produttori e non applicarne mai quantità superiori a quelle indicate. Esistono tipi di fertilizzanti granulari a rilascio lento o veloce che vanno applicati sul terreno. I fertilizzanti a rilascio veloce entrano in azione appena subentra l’umidità, quelli a rilascio lento sono formulati per dissolversi in un periodo che può andare da uno a nove mesi. La fertilizzazione dovrebbe essere effettuata solo durante la stagione di crescita che corrisponde, in genere, alla primavera e all’estate e sospesa circa un mese prima dell’arrivo del periodo freddo. In aree con condizioni di crescita tutto l’anno, la fertilizzazione non va interrotta.




Ricorda

1) Mantieni sempre un buon drenaggio e areazione del terreno.
2) Provvedi ad innaffiare nelle quantità e nei tempi giusti.
3) Usa fertilizzanti appropriati che proteggano le tue piante dalla mancanza di nutrienti.